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Patrimonio Culturale

Tra il patrimonio culturale ancora custodito dalle famiglie muresi si ritrovano soprattutto alcuni pezzi di arredamento. Tra i meglio conservati sono da ricordare alcuni letti, ma anche oggetti legati alle attività produttive, al lavoro dei campi, e alla vita quotidiana. I letti, risalenti all'incirca al 1920, presentano caratteristiche molto simili, sono realizzati in ferro, con la tecnica della laminatura, provvisti di testiera e pediera composte da ampi pannelli decorati con motivi floreali policromi racchiusi da una cornice color oro. I letti venivano solitamente realizzati su specifica richiesta della donna in occasione del matrimonio, e affiancati da comodini in legno con una base in marmo nella parte superiore. Purtroppo non si conservano gli altri pezzi di arredamento che completavano le tipiche stanze da letto del passato, come cassettiere e armadi. Tra gli altri oggetti della vita quotidiana e contemporanea si segnala una culla, su giogulu, realizzata con tavole di legno intagliate e inchiodate. La testiera termina con un profilo leggermente incurvato, mentre le sponde laterali, rettilinee, presentano al centro due fori per la presa. È poggiata su due bassi sostegni che la sollevano da terra e permettono di farla dondolare. Nel passato oggetti come questo passavano, all'occorrenza, tra i vari membri di una famiglia, cioè si prestavano vicendevolmente tra fratelli e sorelle al momento della nascita di bambini. È tuttora utilizzata nel periodo di Natale per l'allestimento del presepe vivente. Tra gli altri beni da segnalare come patrimonio materiale rilevante nella vita e nelle attività del paese ci sono i prodotti dell'attività tessile, in particolare i tappeti, realizzati con tecniche differenti, a ranu (lavorazione a grano) o a illittonzu (lavorazione a lizzi), di forma quadrata o rettangolare, di cotone o lana, con varicolori e decorazioni, che potevano essere i tipici motivi fitomorfi, zoomorfi o geometrici, o il più particolare motivo geometrico esteso su tutta la superficie, chiamato a s'ispola, che riproduce esattamente la forma di uno dei pezzi del telaio. Variando la forma, le decorazioni e i tessuti, oltre ai tappeti, si realizzavano anche dei particolari centrotavola. Nonostante la varietà dei prodotti realizzati e la maestria riposta nel confezionarli non si può certo affermare che l'attività tessile sia una delle principali di Muros. Dalle testimonianze raccolte risulta, infatti, che in tutto il paese solo una donna conserva l'antico telaio e ed è in grado di utilizzarlo come nel passato; ma la sua attività è comunque qualitativamente rilevante, e nel paese è nota e apprezzata da tutti.

Un curioso ed interessante oggetto è inoltre la raganella, detta roeddula, una sorta di strumento ''musicale'' che emette un suono simile al gracidio delle rane, da cui prende il nome. È costituito da una ruota di legno dentata, montata su un perno che serve da impugnatura. Agitando il manico la ruota gira, strisciando contro una lamina, che poteva essere di legno o metallo, e produce il caratteristico suono. La roeddula veniva utilizzata nei tre giorni precedenti la Pasqua, quando le campane venivano tenute legate, in segno di lutto, e serviva per annunciare gli orari delle funzioni religiose.



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